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ROCK ACTION PAINTING PERFORMANCE
solo 4 minuti di puro hard rock, una tela di 2 metri per 4 per trasferire, attraverso l’artista, l’emozione e le vibrazioni della musica
in arte pittorica informale. 4 MINUTI DA NON PERDERE!
   

ART FOR ITNTERIOR happy hour "Live"

11 novembre ore 19,20 Enterprise Hotel – Corso Sempione 91 - Milano

 

EVENTO ARTISTICO ESCLUSIVO ART FOR INTERIOR “Live”

LIVE PERFORMANCE di ROCK ACTION PAINTING

 

solo 4 minuti di puro hard rock, una tela di 2 metri per 4

per trasferire, attraverso l’artista, l’emozione e le vibrazioni della musica

in arte pittorica informale.

 

4 minuti da non perdere!

 

dalla musica all’arte e dall’arte alla musica

 

QUI IN VIDEO DELLA PERFORMANCE: http://www.youtube.com/watch?v=o3lChymvtUI&feature=plcp

La pittura, come la musica, emozionano davvero solo se veramente live.  G. MOISO

La performance pittorica dell’artista di ART FOR INTERIOR è forse unica al mondo nel suo rapporto spazio temporale: si tratta di attribuire piena valenza artistica ad una superficie di ben 8 metri quadrati nel tempo di uno dei brani di hard rock più famosi per la forza e vigore espressi.

L’artista è DOM, allievo del maestro Emilio Vedova, mentre il brano è “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin, featuring Chris Cornell ed eseguito da Carlos Santana, durata 3:51 minuti

Dunque sarà probabilmente la prima performance di ROCK ACTION PAINTING dopo il jazz di Giorgio Moiso, il classico di Enzo Gadioli e, in un passato più o meno recente, il jap di Georges Mathieu e il rap di Keith Haring.

E’ l’esplicitarsi dell’incontro e dell’interazione fra musica e pittura, fra suoni e colori, fra ritmi e gesti sulla tela, in una dimensione assolutamente vitale e fortemente emozionale.

Si vuol dar vita ad una sorta di rituale creativo in cui l’artista si fa medium, diviene tramite, catalizzatore e trasmettitore di energie fra musica e pittura, imponendosi come elemento di congiunzione tra due forme d’arte intimamente correlate: la musica è pittura che si sente ma non si vede, la pittura è musica che si vede ma non si sente.

Grazie all’intervento dell’artista la musica, invisibile ed immateriale, concretizzandosi sulla tela assume dinamismo visibile e nel pieno rispetto della tradizione pittorica informale, assurge a testimonianza irripetibile di un memorabile evento esistenziale.

L’opera si manifesterà attraverso vibranti energie gestuali e violente esplosioni materiche e cromatiche, tese al perseguimento di una potente qualità espressiva e all’attuazione di una personale strategia estetica, nella quale ordine ed anarchia si compenetrano e si completano in sinergica armonia.

Per maggiori informazioni:

Paola de Riva – Relazioni Esterne

Cell 335 6008189 - paola.deriva@tre60snc.com

ART FOR INTERIOR divisione di TRE60 snc

Via Ugoni, 15

20158 MILANO

Tel. 02.33004956 - 02.39326045

Fax. 02.39317302

www.artforinterior.com

 

“Il pittore non va più davanti al cavalletto con un’immagine precostituita, ma con in mano un materiale con lo scopo di agire su quell’altro materiale che sta davanti a lui. L’immagine sarà il risultato di questo incontro []. Un quadro che costituisce un’azione è inseparabile dalla biografia dell’artista. Il quadro stesso è solo un “momento” nel caos eterogeneo della sua vita []. L’atto di dipingere partecipa della stessa sostanza dell’esistenza dell’artista…” Harold Rosenberg – The American Action Painters, “Art News”, dicembre 1952.

Caratteristiche dell'Informale. Pittura gestuale

La poetica del "gesto" è alla base della pittura gestuale.

L'artista concepisce il quadro come un mezzo di conoscenza, come il luogo in cui tradurre in immagini la propria volontà di esistere e di raccontarsi. Per portare a galla verità celate negli anfratti più reconditi dell'animo, si affida al proprio istinto motorio. Invade la tela con una sequenza di gesti: pennellate energiche, spazzolate di colore, in alcuni casi vere e proprie sciabolate. Giunge a spremere il colore dal tubetto direttamente sulla tela. Il risultato è vario: tracciati di linee spesse, organizzate in maniera casuale, grovigli, matasse, composizioni monumentali di laghi di colore.

L'informale gestuale è una pittura che non nasce da un progetto premeditato, ma dalla liberazione di energie interiori e irrazionali. Sotto questo aspetto si può ricollegare a grandi avanguardie storiche del primo '900. La componente irrazionale riflette l'atteggiamento anticulturale del Dadaismo. L'energia e l'asprezza formale che il gesto trasmette all'immagine sulla tela o sulla carta si riallacciano alla durezza dell'Espressionismo.

Ancora più stretto è il rapporto con il Surrealismo per il rilievo assegnato all'inconscio e all'automatismo psichico. Ma la pittura gestuale si spinge molto oltre i surrealisti. La liberazione da parte dell'artista di forze interiori attraverso l'atto motorio del gesto porta l'automatismo psichico al punto estremo. Il punto in cui l'artista non si preoccupa di razionalizzare le spinte che provengono dall'inconscio.

L'abbandono irrazionale e automatico alle forze dell'inconscio non è esclusivo dell'informale gestuale, ma trova un diretto parallelo nella corrente gestuale dell'Espressionismo Astratto americano. Entrambi, oltre che dal Surrealismo, traggono spunto dalla psicanalisi di Jung. In particolare, dalla sua teoria dell'inconscio collettivo e dalla possibilità per l'artista di far emergere le componenti più universali della natura umana, attraverso la propria energia motoria.

Per inquadrare in maniera completa il fenomeno della pittura gestuale, oltre agli elementi citati bisogna sottolineare la presenza di forte componente esistenziale e, sia pur con differenze notevoli tra i vari artisti, l'influsso della cultura Zen.

Gli esponenti di maggior spicco sono Georges Mathieu, Pierre Soulages, Gerard Schneider, Hans Hartung, Emilio Vedova.

Nello stesso ambito può rientrare anche il lavoro dello spagnolo Antonio Saura, dell'austriaco Hans Staudacher, dei tedeschi K.O. Goetz, Peter Brüning e Fred Thieler, degli italiani Giuseppe Santomaso, Vasco Bendini e Mattia Moreni.

A livello internazionale va ribadito lo stretto legame tra la pittura gestuale in Europa e l'Espressionismo Astratto. In particolare, con la corrente gestuale di quest'ultimo. Comuni a entrambe sono: l'atteggiamento istintivo emozionale dell'artista, la concezione del quadro come campo di lotta e luogo di esistenza, una predominante componente gestuale-motoria.

Particolarmente interessante diventa rilevare somiglianze e differenze tra la pittura di Hartung, Mathieu, Soulages e Vedova da una parte, e quella di Franz Kline, Willem de Kooning e Jackson Pollock dall'altra.

 
 
 
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